L’idea di costruire il rifugio Santner viene alla nota guida alpina Giulio Gabrielli di Predazzo che nell’anno 1956 riesce a realizzare il suo sogno.
Gran conoscitore e amante di tutto il Catinaccio inizia la sua gavetta nell’anno 1927 come portatore al rifugio Vajolet sotto la guida del famoso Tita Piaz, salendo e ridiscendendo dal rifugio sino a Pera in compagnia di un mulo per portare gli approvvigionamenti freschi al rifugio ed accompagnare i primi clienti che in quegli anni iniziavano a frequentare la zona del Catinaccio.
Nei pochi spazi di tempo libero si avvicina all’arrampicata e un giorno rompe gli indugi e scala la fessura Piaz della punta Emma era l’estate del 1927 e Giulio Gabrielli aveva appena vent’anni.
Da qui nasce la storia dell’alpinista definito “Re del Catinaccio”, “Nuvolari della Roccia”, “Aristocratico delle guide”, capace di salire da solo in un quarto d’ora la Torre Delago, ascesa questa fatta per più di 800 volte.
Nel 1929 diventa guida alpina ma il suo sogno rimane quello di costruire un rifugio sul Catinaccio, che si realizzerà come detto nel 1956 con l’apertura al pubblico del rifugio denominato passo Santner.
Il rifugio viene da lui gestito insieme alla moglie e figli sino al 1975 quando a causa di un infarto viene costretto a lasciare la gestione alla figlia minore che proseguirà sino al 1989.
Sino al 1999 il rifugio è stato dato in gestione e da allora la conduzione è passata alla nipote di Giulio Gabrielli.
Nell’anno 2006 il rifugio è stato completamente ristrutturato.